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Diaframma (F)


apertura

 

Il diaframma è indicato sulle Reflex con una lettera F maiuscola.
E’ composto da una pellicola che si apre e si chiude velocemente, quando viene scattata un’istantanea (vedi foto sopra).
Il valore dell’apertura varia in un obiettivo medio da valori di 3,5 fino a valori di circa 22.
Questi valori possono variare in base a diversi fattori, principalmente dipendono dalla qualità dell’obiettivo. Essi indicano il rapporto tra focale dell’obiettivo e diametro dell’area (espressi in millimetri).
Ad esempio un sistema ottico con focale 2000mm e apertura 200mm avrà un valore di F=10.
Il diaframma e come una piccola finestra dalla quale entra la luce, si può scegliere se tenere la serranda completamente alzata e lasciare che tutta la luce entri, oppure abbassarla un po e farne entrare una quantità minore.
Valori di diaframma bassi permettono una maggiore area per l’ingresso della luce (corrispondono alla serranda completamente alzata), dunque basterà un tempo più breve per far entrare una quantità maggiore di luce. Inoltre valori bassi di diaframma hanno una “distanza di campo” breve, ovvero l’intervallo entro cui i soggetti risulteranno a fuoco è molto piccolo (vedi foto sotto). Questo vuol dire che se la messa a fuoco è impostata su un oggetto che si trova ad una distanza di 1 metro allora ciò che si trova ad 1,10 metri è già fuori fuoco. Al contrario utilizzando valori alti nel diaframma esso si chiuderà maggiormente (corrisponde alla serranda chiusa il più possibile), e permetterà con più difficoltà l’ingresso della luce. Diaframmi troppo chiusi provocano in genere un peggioramento dell’immagine, dovuto alla diffrazione dei raggi luminosi a causa dei delle lamelle che costituiscono la struttura del diaframma.

In genere il diaframma è progettato per variare la quantità della luce in ingresso, almeno di 4 o 5 Stop. Uno stop in meno equivale a dire che il sensore raccoglie metà della luce, uno stop in più che invece ne raccoglie esattamente il doppio. Aumentare il valore di F porta ad una sottoesposizione, dunque se il nostro esposimetro ci indica una scena sovraesposta quello che dobbiamo fare è aumentare i valori di F. Mentre al contrario ridurre questi valori porta a sovraesporre la scena.

 

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 Potete notare subito che nella prima foto sono distinguibili poche parole, appunto perché il valore della F molto basso ed il campo di messa a fuoco e ridotto. Al contrario nella seconda foto tutto il campo è a fuoco.

Tempi di scatto

I tempi di scatto variano in base a diversi fattori : illuminazione della scena, necessità di catturare oggetti in movimento, ecc… .

Quando viene scattata un’istantanea bisogna valutare complessivamente tutte le variabili.
Ad esempio in base alla focale che si usa bisogna usare tempi di scatto via via più rapidi al crescere del valore della focale. Zoomando su un oggetto lontano anche il semplice respiro del fotografo può causare movimento della scena, ed è possibile accorgersene anche in tempo reale.

La regola generale dice che il tempo minimo di scatto è dato da 1/f , ad esempio se si sta scattando ad una focale di 250mm i tempi minimi di scatto affiché non si avverta del mosso sono di 1/250, tutti i tempi più rapidi vanno bene (ad es. 1/640).
Tuttavia questa è solo una formula indicativa e non va seguita alla lettera. Per evitare queste difficoltà dovute ai tempi di scatto vengono utilizzati i treppiedi, che appunto permettono di mantenere il sensore fermo.

Questo non è l’unico fattore che bisogna valutare quando bisogna scegliere il valore di questo parametro.
Se, ad esempio, bisogna fotografare una partita di calcio, allora il soggetto sarà sempre in movimento, e per “congelare” la scena bisogna utilizzare tempi di scatto rapidi.
Se si vogliono immortalare le singole gocce d’acqua dovute all’impatto di un onda con le rocce, allora bisogna utilizzare tempi ancora più rapidi.
Se invece bisogna catturare delle sorgenti deboli, ad esempio delle luci lontane, allora bisogna allungare i tempi di scatto (vedi foto sotto).

Dal punto di vista del nostro amato esposimetro, quello che bisogna fare è allungare i tempi di scatto quando bisogna aumentare la luce in ingresso e quindi sovraesporre la nostra scena, mentre ridurre i tempi di scatto porta ad una sottoesposizione.

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Nel primo caso possiamo vedere che il tempo di ¼ di secondo è insufficiente per “congelare” il movimento dell’autobus.
Questo tempo infatti è abbastanza grande da permettere lo spostamento del bus nel momento in cui l’otturatore è aperto. Così facendo il sensore cattura tutto il segnale che vede durante questo intervallo.
Nel secondo caso invece il tempo è molto rapido, e il movimento del bus viene congelato.

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Nel primo caso il tempo rapidissimo permette di bloccare il movimento dell’acqua, e di visualizzare così ogni singola goccia.
Nel secondo caso invece l’intervallo è maggiore di 3 secondi, e quindi il sensore cattura tutta la traiettoria dell’acqua.


Conclusione

Adesso che sappiamo come funzionano e quali sono le caratteristiche dei tre principali parametri possiamo iniziare a scattare. 
Tuttavia ci sono infinite possibilità di portare l’esposimetro a puntare lo zero. Qual è il metodo giusto per farlo?
Non c’è una vera e propria via da seguire, dobbiamo volta per volta valutare tutte le possibilità e capire qual è la scelta migliore da fare.

Se ad esempio abbiamo bisogno di scattare una foto sportiva, quindi a dei soggetti in rapido movimento, la nostra priorità saranno i tempi di scatto. Assicuriamoci quindi che i tempi siano più rapidi di 1/125 (come minimo) e modifichiamo gli altri parametri di conseguenza, senza dimenticarci tutto quello che abbiamo imparato.

La priorità ricade invece sul diaframma nel caso in cui dobbiamo scattare una foto di paesaggio, infatti è necessario avere un’ampia profondità di campo.

Quindi il mio consiglio è di seguire questi semplici passi :
1. Cercare di tenere sempre la sensibilità con il valore più basso possibile, in modo da assicurarci la massima qualità. 
2. Impostare il valore del diaframma in base alle necessità. Se abbiamo bisogno di profondità di campo cerchiamo di usare valori di F compresi tra 8 e 16. 
3. Impostare i tempi di scatto di conseguenza, ricordando di usare tempi di almeno 1/focale usata. In ogni caso per tempi più lunghi di 1/60 s il consiglio è quello di usare un treppiede.

Adesso quello che vi resta è fare tanta pratica, e prendere confidenza con i vari parametri. Una volta che sarete in grado di gestire il triangolo dell’esposizione, potrete scegliere se continuare a utilizzare prettamente la modalità manuale o utilizzare delle modalità semi-automatiche. Per sapere di cosa si tratta leggi la prossima guida… . 


 

Modalità Semi-Automatiche

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