image00001


Sicuramente nell’osservare differenti scenari ti sarai accorto che spesso non tutti hanno lo stesso “colore di fondo”. Diverse fonti di luce emettono infatti colori differenti.
Durante la giornata i colori dominanti nell’ambiente cambiano costantemente, risentendo anche delle condizioni meteo e della loro variazione.  Questo cambiamento è molto evidente soprattutto quando viene utilizzata della luce artificiale invece che quella naturale. 

Il colore dell’ambiente poco prima del tramonto è tendente al giallo, mentre dopo poche ore lo stesso scenario in condizioni differenti tende ad avare una colorazione blu.
Alcune fonti luminose possono emettere luce calda (gialla, come nel caso del tramonto), oppure fredda (blu, come nel caso della blue hour).
Questo principio però non vale solo per l’esterno ma funziona anche negli ambienti chiusi, dove  la fonte luminosa non è il sole ma bensì un particolare dispositivo di illuminazione artificiale (flash, lampade, riflettori, ecc…) che può avere colorazioni dominanti particolari.
 Ad esempio le lampade a incandescenza (quelle col filamento in tungsteno) emettono una luce prevalentemente gialla, mentre i flash, ad esempio, hanno una luce tendente al blu.

I nostri occhi si adattano molto velocemente ai cambiamenti della colorazione ambientale, mentre lo stesso non si può dire per il sensore della vostra macchina fotografica. Esso infatti ha bisogno del vostro aiuto per capire la colorazione dell’ambiente (escludendo la modalità automatica). 
Nella fotografia solitamente le differenti tonalità di colore sono espresse in Kelvin. Più questo valore sarà basso più calda sarà la nostra luce, viceversa un valore più alto indica uno scenario  blu.


bilanciamento-e1428523320789


Molto probabilmente spesso userai sulla tua macchina l’impostazione automatica. In questo caso sarà proprio la macchina a decidere autonomamente la temperatura da impostare. 
Ma come qualsiasi automatismo, anche questo, spesso può fallire.
E’ necessario in alcune circostanze essere in grado di saper scegliere autonomamente quale valore utilizzare per il bilanciamento del bianco, sopratutto nel caso in cui la macchina restituisca un risultato errato o non di nostro gusto.

Solitamente tutte le macchine hanno una serie di impostazioni di default che possono variare da modello a modello, tuttavia ne possiamo elencare di seguito le più comuni:

  1. Tungsteno (circa 3000K) per scene illuminate da lampade al tungsteno o ad incandescenza
  2. Fluorescente (circa 4000K)
  3. Luce diurna (circa 5200K) per le ore in cui il sole è più alto nel cielo
  4. Ombra (circa 7000K)
  5. Nuvoloso (circa 6000K)

Se inizialmente credi di non essere capace di saper valutare da solo questo valore non preoccuparti, è normalissimo. Il bilanciamento del bianco è forse uno dei concetti più difficili da concepire.

Tuttavia ricorda sempre che il bilanciamento del bianco può essere corretto molto facilmente in post-produzione.


 

immagine

Il fuoco solitamente ha un colore tendente al rosso, dunque colori caldi. Un bilanciamento troppo caldo (foto a destra) o troppo freddo (foto a sinistra) può portare a risultati indesiderati. 

Impostando correttamente il bilanciamento si può ottenere un risultato gradevole, o quantomeno più simile a quello che ci aspettiamo.


Approfondimento

Nel 1850 un importante fisico, James Clerk Maxwell, confermo la teoria che viene chiamata “tricomatrica“. Usando tre lanterne di colori diversi, ovvero rosso, verde e blu, dimostrò che si poteva ricreare qualsiasi colore, perfino il bianco. 
Questo è ciò che accade nella vita di tutti i giorni. La luce solare, che ai nostri occhi sembra semplicemente bianca, in realtà è formata dalla somma di tutti i colori.
Un semplice esperimento, che io stesso facevo spesso da bambino, è quello di far passare la luce solare attraverso un prisma. Il prisma farà in modo di deviare la luce con differenti angoli in base alla sua energia. In questo modo vedremo scompattare la luce, e potremo osservare l’intero spettro dei colori. 
Quando osserviamo un arcobaleno l’acqua che resta in aria, dopo una pioggia abbondante, funge da prisma e scompatta la luce, rendendo possibile l’osservazione della luce nel suo completo spettro. 

La luce è un’onda, e come tutte le onde ha delle frequenze e delle lunghezze d’onda corrispondenti.
Tuttavia i nostri occhi non riescono ad osservare tutte le onde, ma solo quelle ristrette ad un piccolo intervallo dell’intero spettro elettromagnetico. 
La luce visibile ha lunghezze d’onda che vanno da 450nm fino a 700nm, in questo piccolissimo intervallo sono contenuti tutti i colori che noi conosciamo. 

lunghezza-onda-luceTutte le sorgenti di luce, come ad esempio le lampadine a incandescenza, emettono prevalentemente con un unica lunghezza d’onda e quindi ciò che vediamo è un unico colore. Ogni sorgente ha la sua lunghezza d’onda dominante e questo caratterizza la differente temperatura di colore. La temperatura di colore rappresenta la temperatura alla quale deve essere scaldato un corpo nero per emettere allo stesso modo di quella data sorgente, e quindi viene espressa in Kelvin (unità che ritroviamo nelle nostre fotocamere). Quando la temperatura è bassa un corpo nero emette una luce vicina al rosso, mentre scaldandosi passa per il giallo, fino a divenire blu alle temperature più alte. 


 

Passiamo adesso alla guida successiva, che riguarda l’uso della messa a fuoco manuale o automatica.

AF o MF 

Seguici

Segui questo blog

Ricevi una mail settimanale con tutti i post.

La tua email